Chiamiamoci “PRIMA SPIAGGIA”. Dovrebbe essere il primo posto in cui vi recate, in un mondo perfetto.


Il titolo ovviamente ironico descrive però una verità, un’assurda verità che ho vissuto in questi anni di attività.

La mia attività non nasce da una disciplina, da una scuola, da un corso di formazione.

La mia attività nasce da una scoperta.

Una scoperta in fisica-meccanica che ho fatto a seguito di anni ed anni di pellegrinaggi da uno studio medico all’altro, da un trattamento medico/non medico ad un altro.

Per me è stata la mia “ultima spiaggia”.

Ho dovuto scoprire ed inventare personalmente la soluzione al problema che mi affliggeva da anni.

Avevo mille sintomi: vertigini invalidanti, protrusioni discali cervicali, mal di testa, dolore alla schiena, ansia, attacchi di panico, stanchezza cronica….

erano causati da un fenomeno sconosciuto in tutto il mondo ed in tutte le discipline: ero in DISEQUILIBRIO MECCANICO ABITUALE DEL CORPO, nella Fase 4, la peggiore, parlando di Biomeccanismo OG.

Un neurochirurgo mi disse che suonavo la batteria e quindi tenevo troppo sollevate le braccia (sic!)

La mia risposta banale quanto “ficchevole” (ad alcuni medici non piace avere pazienti che fanno domande) fu questa:” Se la causa dei miei problemi è suonare la batteria allora tutti i batteristi dovrebbero avere i miei stessi disturbi”.

Mi disse che ero il peggior cliente che un medico possa avere.

Per approfondire potete leggere le mie pubblicazioni nel blog Biomeccanismo OG o in questo oppure leggendo i miei libri che trovate  cliccando Qui.

La soluzione ai miei disturbi, ai miei mille sintomi risiedeva proprio in questa CAUSA MECCANICA, FISICA, quindi scientifica.

Pubblicando la scoperta ma non l’invenzione (Biomeccanismo OG) perchè solo chi realmente è formato da me può essere in grado di applicarla scientemente su tutti gli individui, mi sono ritrovato un esercito di persone all’ “ultima spiaggia” che in poche settimane, pochi mesi, vedevano sparire alcuni dei loro disturbi invalidanti che per anni li avevano fatto perdere lavori, affetti, vita sociale, denaro (in mille visite, trattamenti, ….).

Tutte queste persone mi hanno detto e mi dicono:” se solo ti avessi incontrato prima….”

La mia risposta è quasi sempre la stessa e dico loro che molte persone le provano tutte non solo perchè non mi trovano ma perchè pensano che le discipline riconosciute alla cura ed al trattamento del corpo siano sempre quelle da preferire e solo se non funzionano queste, cercare un’ultima spiaggia su cui approdare.

Questa ultima spiaggia è l’approdo giusto, purchè si parli di meccanica del corpo e non di medicina. Io aiuto a raddrizzare le persone. Non le curo.

Raddrizzandosi e riportandosi in EQUILIBRIO MECCANICO ABITUALE del corpo, spariscono poi anche conseguentemente disturbi e/o malattie ma la finalità non è quella di curare disturbi e/o malattie! Voglio che sia chiaro questo concetto.

Ma allora, come mai si tende a mettere davanti il titolo di studio o il titolo professionale prima di provare poi la giusta soluzione?

Non lo so, o meglio, la gente oggi vive di immagine e di “status sociale”.

Se sei un musicista-personal trainer che ha sofferto decenni, ha studiato decenni sul proprio corpo e poi ha seguito migliaia di persone, non vali nulla agli occhi della gente, anche se hai fatto una scoperta che medici e medicina, in privato, sottolineo in privato, ti dicono che sei un genio e provano a scopiazzarti senza conoscere l’ABC di quanto tu hai faticosamente scoperto ed inventato.

Il Biomeccanismo OG e il CPT-OG chiamiamoli “PRIMA SPIAGGIA” perchè un corpo prima di qualsiasi trattamento/cura ed a prescindere dalla condizione di salute dell’individuo, DEVE ESSERE IN EQUILIBRIO MECCANICO ABITUALE secondo la scoperta ed invenzione di questo musicista-personal trainer che quanto a studio e ad esperienza non accetta lezioni (parlando di questi temi) da nessuno, anzi, mi è capitato spesso in questi anni di rispondere ad e-mail di richieste di aiuto da parte di medici, specialisti, luminari che non sapevano più che pesci pigliare. Anche per loro ero l'”ultima spiaggia”, quella che gli risolveva il problema.

E’ frustrante sapere di avere in mano una scoperta mondiale e non poterne usufruire come si dovrebbe, in un mondo perfetto.

Maurizio Formia

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